Socmint: Instagram, Fake Follower e Nano Influencer

socmint fake follower nano influencer

È un po’ di tempo che l’ecosistema Instagram rivela un’insofferenza crescente dovuta al proliferare di fake follower. Le problematiche SOCMINT colpiscono da un lato i brand: essi affidano le loro campagne ad influencer che risultano taroccati, in funzione dei falsi follower che si annoverano nelle loro file, vanificando in questa maniera le risorse impiegate. Con ottica opposta gli stessi influencer vedono crescere i propri follower in maniera molte volte fasulla,
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Social Media Intelligence (SOCMINT): l’Evoluzione del DeepFake, Intelligenza Artificiale e Video Fake

deepfakes i falsi video

Un paio di mesi fa ci si è (pre)occupati, a livello di rumor, di mettere in luce una problematica SOCMINT prevista in rapida evoluzione, i video fake appartenenti alla famiglia dei deepfake. La questione ora sale di autorevolezza, e livello, per merito di un approfondimento del Review del MIT di Boston, il quale mette in evidenza come DARPA, l’agenzia militare statunitense per la ricerca sull’innovazione, abbia bandito un contest nell’ambito
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Social Media Intelligence (SOCMINT), la Nuova Frontiera delle Fake: i FakeVideo

da fakenews a fakevideo

Un nuovo problema SOCMINT è sorto circa due mesi fa quando Michelle Obama è comparsa come protagonista in un breve video porno: risultava difficile capire non fosse lei, a livello di qualità delle immagini. Tecnicamente il colpevole è un software di montaggio che permette di realizzare in casa questa tipologia di falso, tranquillamente paragonabile in quanto a qualità ad una applicazione Fx professionale e dedicata allo scopo. L’app da desktop
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SOCMINT (SOCial Media INTelligence): Perché le Fake News hanno Diffusione Maggiore della Verità

diffusione delle fake news rispetto alla verità

Nei social network la diffusione delle fake è maggiore della verità: questo è quanto si evince da un lavoro di marzo pubblicato da tre ricercatori del Media Lab e della Sloan School of Management del MIT di Boston. La ricerca, pubblicata su Science, ancor prima dei risultati colpisce per la mole di dati sottoposti a processo: i tre autori hanno esaminato complessivamente circa 126.000 percorsi di propagazione a cascata di
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