competività start up

Competitività Nazionale, Intelligence e Start Up: Altri Paesi e Italia

L’inferenza per cui si parte dalle start up e si arriva all’esaltazione della competitività nazionale è ovvia. Indiscutibile anche che i sistemi di intelligence nazionali debbano operare, come abbiamo visto, attraverso molteplici direttrici in questo senso: l’ovvietà, in questo caso derivante dal buon senso, è supportata dall’osservazione empirica di come agiscono i paesi che ritengono questa particolare tipologia di logica prassi operativa corrente.

In Israele Libertad, il fondo del Mossad, ha espanso recentemente sia la propria capacità finanziaria cumulativa che i settori di intervento. L’intento è supportare le start up ed i cervelli significativi per la sicurezza nazionale anche indipendentemente dal loro sviluppo commerciale.

IN-Q-TEL, fondo della CIA ha aperto a Sidney, dopo Londra all’inizio di quest’anno. Prosegue quindi l’obiettivo, deciso circa un anno e mezzo fa, dell’intelligence USA di internazionalizzare gli investimenti dedicati.

Nel Regno Unito si è avviato ed è operativo da quest’anno NSSIF, il fondo strategico per la sicurezza nazionale. Ha una dotazione di £85 mln ed è stato progettato per combinare ‘…e migliori competenze dei settori pubblico e privato per favorire la crescita di grandi potenzialità delle società britanniche e allo stesso tempo contribuire alla missione di sicurezza nazionale’. Le 11 aree tecnologiche strategiche di investimento comprendono esplicitamente le finalità potenziali che verranno espresse da MI5, GCHQ e NCA.

In Francia da una parte il SISSE, l’agenzia nazionale per l’intelligence economica, ha recentemente attivato un sistema di monitoraggio territoriale capillare per recepire e gestire i segnali deboli. In altre parole a fronte di una start up non strutturata, che rischia di essere acquisita da esteri o scomparire per mancanza di fondi, il progetto prevede la rilevazione delle fragilità, la loro valutazione strategica ed il sostegno attraverso veicolazioni agevolate finanziarie e di know-how, pubbliche e private. Sotto altro punto di vista il GICAT, l’associazione francese delle industrie della difesa e sicurezza, dal 2016 ha in attività il cluster ‘Data Intelligence’, finalizzato alle soluzioni di intelligence ‘à la carte’ e di cui ricerca e sviluppo/sostegno di start-up sono fondamentali.

In Italia poche settimane fa l’Istituto Nazionale per la Competitività si è così espresso: ‘…ma in Italia quasi nessuno investe in start-up. Il ritardo più evidente che l’Italia sconta in questo momento è, più nello specifico, nel venture capital, oltre che in una carente cultura imprenditoriale, con pochissimi imprenditori disposti ad investire su queste nuove realtà innovative.’

Quindi per il nostro paese il problema non è il rapporto start up/innovazione e intelligence, per altro completamente inesistente e sul cui interrogarsi sarebbe già un punto di partenza, ma qualcosa altro di prodromico, storico e di natura politica, economica e sociale, che ormai ha infettato irrimediabilmente l’intero sistema.

 

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