Innovation Intelligence Report: Big Data di Google e Polizia, Assicurazioni, SOCMINT Russia, la Mutazione di Apple

Questa settima focus su: il supporto Google al lavoro delle polizie, AI e Assicurazioni, come evolve la SOCMINT della Russia, Apple.

I Data Base di Google a Supporto delle Forze dell’Ordine

Abbiamo già visto come gli algoritmi possano diversamente supportare l’azione delle forze di polizia. Dall’ormai datato utilizzo del riconoscimento facciale si è passati all’affinazione delle metodologie predittive e di analisi investigative del crimine. Nella prima categoria si possono elencare HART e GANG MATRIX, due dei più avanzati sistemi di AI attualmente in uso alle polizie del Regno Unito. Essi forniscono grado di rischio di recidiva e pericolosità dei soggetti in base ad un determinato numero di predittori storici, instradando le autorità verso conseguenti comportamenti. Come prevedibile entrambi stanno dando luogo a pesanti errori, dovuti a bias nell’apprendimento neuronale, che scatenano putiferi a livello di etica e di protezione della privacy. Di diverso tenore invece la seconda categoria, quella investigativa. In questo caso non si parla delle già note AI votate alla predizione territoriale dei crimini (per inciso, e ripetendoci nel tempo, un sistema precursore di genesi italiana fu fornito a Scotland Yard nel 2004(!) mentre solo ora la Polizia inizia, finalmente, ad usarne di simili). Il discorso verte invece sull’utilizzo del database Sensorvault di Google per geo-localizzare i cellulari attivi nei pressi alla scena del crimine, confrontare posizioni e movimenti rispetto alle logiche del crimine stesso, dei crimini in successione e di quelli simili. Il fine è la selezione di possibili sospetti e testimoni. Va da sé che, primo, Sensorvault contiene i geo-dati di tutti coloro che hanno un account Google, indipendentemente dall’OS del mobile utilizzato (e che non hanno disattivato le funzioni ‘attività’ dell’account); secondo, Google non ha ideato il data base a fini di supporto all’ordine pubblico ma per intuibili ragioni aziendali.

Assicurazioni e AI

Le black box montate nelle auto a fronte di sconti nella polizza sono diventate oramai prassi nei contratti assicurativi. Il sistema è in procinto di trasferirsi agli umani attraverso i dispositivi IOT indossabili e non solo. Da una parte la valutazione del grado di rischio assicurativo si concretizza attraverso l’hardware: fitness device e cellulari adesso, abiti connessi e dispositivi e-health domani mattina, sono in grado di fornire un mole dati significativa per la definizione di premi personalizzati. Sotto altro punto di vista i big data che derivano dai comportamenti sui social media, dalle abitudini di acquisto, dai luoghi di frequentazione, dalle interazioni volute e non volute con gli assistenti vocali possono dare luogo a profilazioni utili a fini definitori individuali del premio. In altre parole SOCMINT, fintech, geomatica stanno trasformando l’individuo stesso in una black box.

Caratteristiche Evolutive di SOCMINT russo

Per la serie guardie e ladri, le implementazioni dichiarate dal gruppo Facebook, circa un maggior controllo degli account a fini manipolativi elettorali, ha portato ad un’evoluzione nell’uso delle tecniche. Come riporta il NYT in Ucraina, in occasione delle recenti presidenziali, una nuovo approccio ha preso forma. Si tratta della formula denaro in cambio del poter usare un account locale, effettivamente facente capo a cittadini ucraini che incassano, per poter inoculare posizioni di parte in maniera diversamente variegata. In questo modo la SOCMINT russa evita il controllo circa fake e quant’altro, apparendo le opinioni legittimamente espresse da account con storia e territorialità. La questione, tra il resto, è anche sollevata in una delle ultime analisi di RAND circa metodologia e contromisure rispetto la SOCMINT della Russia.

Apple, la Nuova Strategie della Mela

Recentemente ci si è accodati al sempre più numeroso novero di personaggi (autorevoli e non, utenti/clienti e non) che si domandano dove stia andando a finire Apple. L’ultimo evento del 25 marzo ha iniziato a fare un po’ di chiarezza. La parola d’ordine passa da ‘innovazione’ a ‘capitalizzazione’. Avendo ormai evidentemente esaurito, e ceduto ad altri, definitivamente sia la spinta propulsiva di innovatore di mercato che l’immagine recepita di ‘alto di gamma’ (quella per cui ad alto prezzo corrisponde in questo caso un alto livello dei servizi), la soluzione escogitata è la copertura di altri segmenti. L’idea di ‘capitalizzare’ il parco clienti/utenti era forse l’unica rimasta al management e non si sono fatti mancare niente. La piattaforma giochi, la carta di credito e le produzioni TV-streaming indubbiamente predicono caratteristiche di contenuti e funzionalità al livello e, forse, migliori dei concorrenti. Il problema sono questi ultimi: da ogni parte la si guardi i leader dei diversi segmenti sono avanti anni luce (per servizi, hardware e numero di utenti) e non stanno ad aspettare Apple. Sotto altro punto di vista giganti del calibro di Google, per i giochi, e Disney, per l’intrattenimento, stanno entrando nel mercato (per non parlare del fintech dove il bello deve ancora venire). Quindi è indubbia la conquista dello zoccolo duro, degli ‘aficionado’: tutta da verificare la consistenza dello zoccolo, considerando che essa è legata ai device e al loro costo, per adesso fuori mercato in riferimento ai segmenti che Apple ha deciso di aggredire.

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