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Corporate Intelligence Report: StableCoin, il Giudice Robot, Israele Intelligence

Questa settimana focus su: tipologie di stablecoin, la giustizia estone amministrata dal giudice robot e i figli dell’intelligence di Israele

Finance Intelligence: Tipologie di StableCoin

Le tipologie di stablecoin sono due. La prima quella a cui a fronte dell’emissione di cryptocurrency viene depositata a latere una pari quantità di asset monetario (o di commodity trattate nei mercati, ad esempio oro). In questo caso il principio è il medesimo delle già conosciute ‘monete complementari’: il costrutto blockchain è solo un’applicazione della nuova tecnologia allo schema pre esistente. A patto che il vincolo di deposito 1:1 sia rispettato (cosa che non sempre succede) la parità è effettiva: si è di fronte alla semplice traslazione nella cryptoeconomy di tipologie di denaro già note dalla notte dei tempi, a partire dalle fiche dei casinò. La seconda tipologia invece è un token che viene emesso su una blockchain terza, di solito Etherum. In questo caso la stablecoin rappresenta il valore del token e la sua stabilità, rispetto alla valuta fiat di riferimento (quasi sempre USD), è funzione della fluttuazione della cryptocurrency della blockchain su cui il token è emesso (Ether per Etherum). I token all’emissione prevedono ‘overcollateralization’: supponendo che la cryptocurrency del token si chiami ‘Maria’, all’emissione per acquistare una Maria si dovrà sborsare una quantità di Ether maggiore di uno. La differenza è posta a garanzia della fluttuazione di Ether contro USD, conseguentemente della fluttuazione di Maria contro USD. Se la fluttuazione al ribasso di Maria contro USD supera determinati limiti, pre impostati, intervengono a correttivo smart contract diversamente strutturati. Essi vendono la garanzia in Ether, acquistano Maria e la distruggono in maniera da mantenerne il valore. Discorso inverso se la fluttuazione è al rialzo, l’intervento degli smart contract prevede l’incremento della quantità a garanzia. Per questa tipologia due le considerazioni: la prima verificare la portanza della garanzia. Simulazioni al ribasso basate sul down di mercato dei primi mesi del 2018 hanno dimostrato come la maggioranza delle attuali stablecoin così articolate non avrebbe retto. In altre parole i possessori di Maria avrebbero messo in vendita le loro quantità, dato il mercato ribassista, e gli smart contract avrebbero fatto il lavoro assegnato fino a far implodere il token per la quasi assenza di Maria disponibile sul mercato. Seconda considerazione, come qualcuno alla SEC ha giustamente (sotto il suo punto di vista) fatto notare, Maria & Co. si configurano come titoli derivati rispetto Ether e come tale vanno trattati con annessi e connessi di natura regolamentare.

Decision Maker: i Giudici Robot Estoni

Il governo estone ha inizializzato un progetto finalizzato alla produzione di una intelligenza artificiale che giudichi controversie amministrative di valore fino a 7.000 EUR. L’obiettivo è l’automatizzazione del processo di inoltro e dell’interpretazione documentale, connessi alle cause, e lo smaltimento dell’arretrato attraverso decisioni comunque appellabili di fronte ad un umano. Fino ad ora AI nelle corti statunitensi sono state usate di supporto ai decision maker con la toga, nonostante i bias non indifferenti di cui ci si è accorti esse siano portatrici: è la prima volta che un progetto legaltech mira alla formazione di una decisione esecutiva da parte di un’AI. 

HumInt: i Figli dell’Intelligence di Israele

Sulla scia dello scandalo che ha dato origine a #metoo i media statunitensi hanno iniziato ad interessarsi, a più riprese, a quello che fanno i professionisti dell’intelligence israeliana una volta che dismettono le vesti governative. Le tipologie interessate dalle analisi, indipendentemente dal motivo della dismissione sia essa per la fine della ferma obbligatoria o per interruzione volontaria della carriera in ambito statale, sono quelle che implicano attività che possano essere messe in relazione con l’occupazione precedente. Il quadro risultante è significativo. In primo luogo i fattori comuni alle tipologie sono un’alta professionalità in ambito tecnologico, un notevole sostegno statuale alle iniziative post-gov e il mantenimento e l’ampliamento delle relazioni vicendevoli pubblico/privato e privato/privato. Le differenze invece sono basate sull’attività che si decide di intraprendere nel post-gov. Coloro che optano per iniziative rivolte ai settori tecnologici non inerenti direttamente all’intelligence hanno alti tassi di successo nel business e riescono a mantenere le posizioni di leadership. Chi invece va a operare nell’intelligence ‘privata’ ha anch’esso alti tassi successo ma, pensando di avere ancora i gradi di libertà concessi quando agiva secondo i principi della sicurezza nazionale, prima o dopo commette passi falsi con la necessità di doversi reinventare periodicamente, soprattutto fuori Israele. In altre parole costoro pur operando in maniera estremamente professionale ai fini dei risultati il più delle volte lo fanno nell’illegalità. Non solo: nella loro opera dimostrano una sciatteria tattica assai imbarazzante. I due aspetti abbinati fanno sì che senza la copertura governativa si scatenino dei putiferi mediatici che costringono aziende e operatori a sparire, mutare denominazione, ricomparire sotto nuove vesti, sconfessarsi a vicenda ed essere oggetto di cause e investigazioni, tutti fattori che minano le leadership continuative di settore e il reperimento di finanziatori. Questo a ulteriore dimostrazione che, anche nelle migliori famiglie, le differenze strategiche tra intelligence pubblica e privata sono concetti ancora nebulosi.

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