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Innovation Intelligence: Tesla ed Uber come Fattori di Disruption Sistemica Basata sui Big-Data

In due recenti articoli Tesla ed Uber vengono portati come esempi di disruption sistemica con due diverse ottiche. Entrambe le analisi hanno come logica i big-data a disposizione delle due aziende e, parallelamente, evidenziano come entrambi non abbiano inventato prodotti nuovi (le auto ed i taxi esistono già da un po’ di anni) ma come il vantaggio competitivo risieda soprattutto nella trattamento dell’informazione, quindi nell’intelligence.

Il primo articolo, di Benedict Evans, analizza la ‘disruption Tesla’ sotto diversi aspetti. L’interessante del discorso è il distacco informativo che essa vanta rispetto ai competitor: che si osservi il fenomeno sotto l’aspetto dell’autonomia, piuttosto che in contesto di batterie, motori o del software, la risultante è sempre la medesima, e cioè la quantità di dati di cui la società dispone rispetto agli altri produttori di auto elettriche. Il fattore deriva dalla specificità della raccolta massiva del dato effettuata nei confronti del segmento di appartenenza: esso, oltre a permettere di mantenere la prerogativa in via prospettica, consente di effettuate analisi e proporre soluzioni che vanno ad influenzare altri mercati. L’esempio emblematico riportato nell’articolo è quello dell’IOT automobilistico, e dei connessi software di gestione del mezzo.

In altra ottica Uber, come segnala Alison Griswold nel suo approfondimento, sta diventando meta ambita di lavoro per gli economisti. ‘Uber Economics’ crea reputazione ed immagine a casa madre fornendo analisi economiche sul proprio segmento, quindi influenza l’informazione con un’accorta azione di intelligence. Economisti di fama sono ben contenti di lavorare per Uber, corroborandone l’immagine e contrastando le tesi avverse, perché possono operare su una quantità di dati raccolti dalla società, rispetto al proprio mercato, difficilmente riscontrabile in altre articolazioni settoriali per attinenza e massa.

Quindi due esempi perfettamente esplicativi di come la strutturazione del ciclo di intelligence aziendale sia fattore irrinunciabile di competitività.

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