pervasività di facebook nelle filippine

Socmint: Perché Facebook Regala Connettività Internet

In tempi non sospetti molti opinon leader (accademici, mediatici e politici, nazionali e sovranazionali) si inchinarono a fronte alla magnanimità ed alla lungimiranza di Facebook e Google nel regalare connettività ai paesi in via di sviluppo. Ci si riferisce al progetto Internet.org promosso (in forma consortile con altri big IT) da Facebook nella prima metà dell’attuale decennio ed al progetto Loon, di Google, con origine addirittura al 2008: essi, nominalmente, erano finalizzati a mettere in rete quelle popolazioni che, a causa dell’arretratezza tecno-strutturale dei paesi di appartenenza, non lo erano.

Al tempo si espressero, assieme ad un nutrito gruppo di malpensanti (anche autorevoli) sparsi per il mondo, dei dubbi sulla finalità del porre in essere tali progetti, primo tra tutti il fatto che nessuno fa niente per niente tantomeno i FAANG.

Ora, che i tempi sono diventati sospetti a causa delle marachelle (quelle per ora venute a galla) che hanno visto diversamente protagonisti tutti i FAANG, sembra utile portare un esempio incentrato su Facebook e su quali sono le reali direttrici di sviluppo alla base della questione. Le ombre non sono tutte di nuova evidenza: il progetto di Zuckerberg & soci anni or sono fu già bannato, su direttiva governativa ed in tempi diversi, per violazione della sovranità digitale in Egitto e della net-neutrality in India. 

Prendendo spunto ora da un recente reportage , ad opera di BuzzFeed, sull’utilizzo del social da parte della dittatura di Duterte nelle Filippine la realtà del paese risulta singolare. Essa è la seguente: l’80% dei filippini possiede uno smartphone almeno di fascia bassa; il reddito pro-capite, o per meglio dire la povertà diffusa, non permette la connettività alla rete; Facebook, nell’ambito dello sviluppo del progetto Internet, la concede gratuitamente solo attraverso il proprio network (naturalmente i provider di connettività filippini, per non sbagliare, fanno parte del consorzio). Il risultato è che il paese è Facebook dipendente.

Lasciando perdere le diverse forme di collaborazione evidenziate da BuzzFeed tra la dittatura ed il social, altri spunti di riflessione si evidenziano.

Il primo, il paese è digitalmente di Facebook: questo non solo per il reciproco scambio di interessi con il regime ma, soprattutto, in quanto i 2/3 dei filippini o sono sul social oppure non è connesso. Il dato esplicita che i filippini si affacciano sul mondo globale digitale tramite il social (o fanno a meno di affacciarsi) ma, anche, che i 2/3 dell’opinione pubblica e soggetta (esclusivamente) all’influenza ed alla manipolazione permessi dallo strumento.

Il secondo, non si sta parlando di un progetto governativo dichiaratamente finalizzato al controllo sociale come, per esempio, quello cinese; non si parla neppure di una manipolazione SOCMINT ad opera di terzi, come per esempio il caso Cambridge Analytica; in questo caso si tratta di una società privata che ha in mano di fatto una nazione, compresi naturalmente i big data sufficienti a qualsiasi profilazione individuale. L’accostamento storico è con le dittature sud americane degli anni ’70 ed ’80 dello scorso secolo e le ingerenze delle multinazionali americane: i dati hanno preso il posto delle banane e le multinazionali però sono ora solo formalmente americane, essendo di fatto dei centri di potere politico ed economico completamente autonomi. 

Dal lato intelligence la questione ovviamente investe SOCMINT ma assume anche altre nuove connotazioni in ambito corporate, tanto più che si sta parlano di un paese, le Filippine, che cresce al ritmo del 6% l’anno, molto alfabetizzato, molto giovane in ottica demografica e con ottime agevolazioni per l’investimento estero. Semplificando, chi sono i referenti effettivi con cui confrontarsi? In altre parole è sufficiente per investire (o lavorare) nelle Filippine essere bene accetti dal governo o bisogna, per esempio, anche non essere nella black-list di Facebook (o avere i propri dipendenti che non lo sono, o dover condividere i propri dati con il social)?

Le Filippine diventano quindi un esempio esplicativo di come la corporate intelligence, a causa dei mutamenti socio-economici dovuti al progredire e all’articolarsi della digital transformation, deve iniziare a fare i conti con ruoli e figure prima non presenti e con metodologie tutte ancora da scrivere.

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