primo corso di laurea in intelligence

Intelligence: Finalmente in Italia il Primo Corso di Laurea

È stato acceso da quest’anno presso l’Università della Calabria finalmente il primo corso di laurea magistrale in intelligence. Il ‘finalmente’ si riferisce al ritardo, più di quaranta anni rispetto ai paesi di tradizione più avanzata e perlomeno cinque rispetto agli ultimi (pochissimi) rimanenti, con cui nel nostro paese si intraprende il percorso formativo accademico per specialisti nella disciplina.

Il ritardo è da imputarsi all’assoluta miopia della classe dirigente, che si è succeduta dalla caduta del muro di Berlino in poi, nel non capire come stava mutando la struttura dell’informazione e la diffusione della conoscenza, e delle necessità che in tal senso si delineavano a livello sistemico (con le dovute, inascoltate, eccezioni a partire dal Presidente Francesco Cossiga). Sarebbe bastato osservare (e cioè fare intelligence) e copiare gli altri: non è stato fatto neanche questo, e le conseguenze sono oggi sotto gli occhi di qualsiasi.

A riprova il fatto che, in ottica accademica, diverse esperienze hanno preso vita, e si sono moltiplicate a partire dagli anni a cavallo del decennio, sia a livello pubblico che privato e per diversi gradi (dai corsi di specializzazione al post laurea di II livello). Esse però sono state ad ora tutte specialistiche o pseudo tali, andando a toccare diverse specifiche dell’intelligence, quasi sempre con sacrificio ed a scapito della metodologia e della strutturazione dell’analisi.

Uno sviluppo in tal senso, singolare rispetto a quanto si è verificato negli altri paesi, trova giustificazione nel bisogno di specializzazione delle componenti istituzionali (il più delle volte dettata dall’urgenza, come nel caso cyber) e/o delle security dei grandi gruppi industriali, entrambe entità circoscritte che la metodologia già la possedevano di loro. Il tessuto imprenditoriale che tiene in piedi il sistema-paese però non è quello istituzionale e l’intelligence aziendale non è estensione della security (caso mai il contrario), come i contesti nazionali con più esperienza e risultati, non solo formativi, insegnano. L’esito è l’assoluta mancanza di formazione strutturata nel merito negli imprenditori (dai maggiori ai minori e tanto più nei quadri) non per colpa loro ma perché nessuno gli ha mai spiegato cosa dover fare e come/dove impararlo a fare: la via italiana all’intelligence aziendale, e cioè il fai-da-te o l’estensione dei compiti della security come da più parti si sente proclamare, è una tesi da considerare nelle migliore delle ipotesi uno spreco di efficienza e nelle peggiore una stupidaggine.

Il pessimismo, circa il riuscire a colmare il gap rispetto i competitor esteri, accompagna chi scrive ma si ritiene che l’iniziativa di UniCal sia solo da ammirare e, se possibile, replicare. Essa origina dalla persona di Mario Caligiuri, che con fasi alterne dal 2007 propone sempre in Calabria un master di II livello di settore, formatore accademico votato da anni non solo all’aspetto metodologico della questione; il piano di studi suggerisce con cognizione di causa un percorso che tiene ben conto degli aspetti aziendali che caratterizzano l’argomento. Per il piccolo seguito che caratterizza questo blog, si consiglia l’iscrizione a chi è interessato ad approcciarsi, con metodo scientifico, ad una professionalità ‘corporate’ per l’Italia nuova, in espansione e stimolante. 

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