nuovi modelli di social media

SOCMINT: l’Inizio della Fine dell’Attuale Modello di Digital Social Media Network

Il modello vincente, seguendo la logica che caratterizza la strategia, ha insita la sua fine, il declino. Circa due anni fa si era evidenziato, nel corso di un seminario, come nel contesto dei digital social media la forma del video stesse soppiantando la forma testuale: questo sia dal lato delle abitudini fatte proprie dalle nuove generazioni (la GenZ per intenderci), sia attraverso il cambiamento in atto nel comportamento social di paesi, quali la Cina e l’India, che data la loro numerosità fanno tendenza predittiva.

Il mercato aveva reagito come al solito adeguandosi: nuovi social dedicati si erano consolidati (Snapchat), altri avevano proceduto per tempo con acquisizioni mirate (Facebook ed Instagram) ovvero con la proposizione di nuovi prodotti dedicati (Twitter e Periscope).

Quello che ora si evince dai dati è piuttosto l’inizio declino del modello dei social digitali come prodotto e non più come tipologia del contenuto proposto, quindi l’abbandono delle comunità. Pew Research Center, sistematico osservatore periodico del settore, nella più recente delle sue analisi evidenza come la predizione riguardante la tipologia di contenuto sia diventata, per i giovani, la realtà di mercato; in altra ottica si materializza l’abbandono per percentuali consistenti delle più numerose ed emblematiche delle comunità digitali attuali, e cioè Facebook e Twitter.

Le cause sono diverse. L’aver fatto (e continuare a fare imperterriti) della privacy dell’utente un asset societario a costo zero, e cioè la perdita di fiducia degli utenti stessi nel prodotto, è la più eclatante. Essere i protagonisti della diffusione della corruzione ideologica (leggi fake news e quindi perdita di fiducia nei contenuti) della rete è altra motivazione. Infine, dal lato aziendale, la difficoltà riscontrata nel misurare il ROI degli investimenti social sta portando a seri ripensamenti nelle politiche degli inserzionisti, soprattutto nel parco buoi composto dai minori.

Quindi è l’inizio della fine? Forse no, ma è l’inizio di una trasformazione importante degli schemi di sviluppo. Questo perché anzitutto alternative all’orizzonte non se ne vedono o, meglio, le più interessanti non hanno ancora il ‘physique-du-rôle’ per essere considerate tali. Nuove forme di social generalisti nate sull’idea della decentralizzazione permessa dalla blockchain ne esistono, sono promettenti nelle premesse di ovviare i mali dell’esistente, ma per ora prive di impatto significativo di mercato. Con altro punto di vista i canali delle app di messaggistica, WhatsApp per primo e chatbot compresi, non sono sostitutivi rispetto ai social digitali tradizionali ma vettori complementari/alternativi di comunicazione con logiche proprie. Ancora, il modello dei social di nicchia ad alto valore di contenuti esiste ma è relegato, appunto, alle nicchie e non si riscontrano aggregatori con rilevante impatto commerciale. Infine, bene o male, i social video-based che oggi sono i protagonisti di mercato possiedono comunque la struttura strategica operazionale degli originali da cui derivano, avendone mutato solo quella tattica e tecnica derivante dalla tipologia di contenuto.

Il cambiamento della modellistica che si profila è invece di contenuti e nella reputazione degli stessi. Clickbait ed influencer con milioni di like hanno fatto il loro tempo, tanto quanto le tematiche sostenute solo dagli algoritmi di rimbalzo e non dalla sostanza (anche se di parte). La profilazione predittiva del modello tende quindi alla qualità percepita e condivisa della presenza in rete e non a quella fasulla (perché artificialmente prodotta ed imposta) o esclusivamente quantitativa. Di pari passo ed a sostegno il perfezionamento sempre maggiore nello sviluppo di AI di ricerca semantiche.

Ad oggi nessuno è in grado di prevedere se Facebook & Co. saranno in grado di mutare, con le dovute tipicità, in quello che può essere considerato l’esempio più calzante dell’espressione del nuovo che avanza in ottica di aggregazione generalista, e cioè Medium. La realtà è che essi così come sono essi non hanno più la credibilità per mantenere i livelli di mercato degli anni appena trascorsi. Per l’intelligence connessa, con diverse finalità, le prospettive per ora sono di attesa e di estrema attenzione allo sviluppo di strumenti di ricerca in grado di recepire e valutare la reputazione di chi posta.

Leave a Reply

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.