coinvolgimento di google nelle strategie di intelligence

Innovazione Tecnologica, Strategie di Intelligence ed il Sistema Paese Degli Altri: l’Esempio di Google e Degli USA

Fa sorridere in questi giorni la scelta di Google di abbandonare il progetto Marven, il quale vedeva l’azienda legata al Pentagono attraverso la fornitura di sistemi di AI finalizzati al perfezionamento del targeting dei droni militari. Non è dileggio verso coloro, e cioè i dipendenti e le loro motivazioni, che a furor di popolo hanno condotto Google a prendere questa decisione: il lieve ghigno deriva invece dal grado di coinvolgimento che l’azienda possiede, fin dalla nascita, con il sistema dell’intelligence statunitense ed a cui, forse, i motivati da nobili principi dovrebbero buttare un occhio, se ne avessero voglia.

Viene utile a descrivere lo stato dell’arte un’inchiesta dell’inizio del 2015, in due puntate ad opera di Nafeez Ahmed per Insurge Intelligence. Un primo punto di partenza è l’esistenza dal1994 di Highlands Forum, un think-tank d’élite stile Davos, il cui fine è mettere assieme (fare da ponte, coniugare gli interessi reciproci) due versanti: da una parte l’industria americana dell’intelligence e della difesa e, dall’altra, l’establishment politico e pubblico di settore, avendo come base comune prioritaria l’innovazione tecnologica. Highlands si muove attraverso tre canali: il supporto finanziario da parte del DoD e la compenetrazione, attraverso le vicendevoli persone di riferimento, con ONA, Office Net Assestament, think-tank del DoD di supporto alla ricerca militare e di intelligence alla pianificazione della politica di difesa, e con DARPA.

Il secondo punto di partenza è che lo sviluppo iniziale di ciò che sarebbe diventato Google, e cioè gli studi di progettazione a Stanford che portarono al brevetto dell’engine da parte dei fondatori Sergey Brin e Larry Page, fu finanziato sia dal Digital Library Initiative, programma partecipato da NSA e DARPA, sia dal Massive Digital Data System, anche questo un programma di ricerca sull’innovazione informativa sponsorizzato da CIA e NSA. Dopo l’incorporazione Google ricevette 25 mil USD da venture, tra cui Kleiner Perkins Caufield & Byers in stretta relazione con In-Q-Tel Venture, il fondo della CIA per gli investimenti innovativi in intelligence (ne abbiamo già parlato qua). Dall’analisi di Nafeez Ahmed risulta quindi che Google viene incubata anche sotto l’ombrello Highlands (in diverse forme che non si esauriscono per brevità in quelle sopra descritte) il quale, nel frattempo, aveva iniziato a porre come priorità le tecnologie necessarie alla guerra dell’informazione.

L’inchiesta di Insurge Intelligence continua in maniera dettagliata avendo però i limiti delle molte (autorevoli) fonti solo giornalistiche (e poche documentali) e, soprattutto, un bias di fondo, e cioè voler mettere in luce la negatività insita nella partecipazione attiva degli attori privati nella strategia di mass-surveillance e manipolativa del governo statunitense.

Per ciò che qua interessa invece l’aspetto rilevante che emerge è anzitutto la presenza di una strategia governativa statunitense, bipartisan e condivisa nelle decadi, votata alla ricerca predittiva tecnologica in ambito dell’intelligence. La strategia ha come teatri il pubblico, il privato, i militari, i civili e l’accademia; operativamente si attuano politiche di comunità attraverso think tank a partecipazione condivisa finalizzati all’elaborazione a lungo medio termine; le tattiche utilizzate sono quelle dei finanziamenti ai progetti di ricerca, dello scambio vicendevole del management tra pubblico e privato e dello scouting attraverso le università; tecnicamente, infine, da una parte vengono incubati e finanziati, attraverso le linee di ricerca ed i diversi venture non solo le start-up ma anche le idee che collimano con gli obiettivi strategici e, dall’altra, le aziende coinvolte sono destinatarie, diventano i fornitori, dei progetti di sviluppo necessari.

In un tale contesto si può intuire, e rilevare da quanto scrive Nafeez Ahmed, come il peso della compromissione di Google nello scenario sopra descritto (già da prima della sua nascita) sia tale che i processi di targeting dei droni possono essere considerati talmente marginali da suscitare un sorriso.

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