ai e usi illeciti

Intelligence Predittiva: l’Adozione dell’Intelligenza Artificiale Come Innovazione in Contesti Illeciti

Avendo il fine di portare il discorso sull’intelligenza artificiale (AI), in generale si riscontra un bias cognitivo abbastanza diffuso, in sede di analisi di intelligence, per cui si tende a sottovalutare i tempi di adozione dell’innovazione tecno-sociale per scopi illeciti, per esempio di terrorismo e criminalità organizzata ovvero come fattore di rischio nell’intelligence privata.

Questo è un errore, di solito dovuto sia dalla mancanza di consapevolezza dei potenziali fenomeni innovativi, e delle loro eventualità, da parte di interi settori di analisi dedicata (bias di natura strutturale), sia dal non considerare il fatto per cui l’innovazione ha matrice quasi esclusivamente digitale. Il secondo fattore ha caratteristiche di sviluppo da una parte, primariamente, in ambienti open source, e quindi con ‘coding’ ormai a tutti disponibili in fase di progettazione; sotto altra ottica le applicazioni illecite sono prodotte e messe in linea da persone estremamente giovani, con network digitali relazionali, soprattutto professionali, globali, i quali sono i medesimi utilizzati per sviluppare applicazioni lecite di mercato.

Il risultato quasi sempre è la fornitura di scenari che magari tengono conto dello stato dell’arte, in base all’adozione attuale di determinate bad-solution riscontrata dalle fonti, ma non sono in grado di fornire alert su ciò che potrebbe essere: quindi un eterno ritardo nelle contromisure.

Casi eclatanti sono la blockchain (qui già affrontata sotto il ‘topic’ delle potenzialità illecite delle ICO, e che si affronterà ancora specificatamente in un prossimo post riguardo fenomeni fintec) ed i droni. Per questi ultimi gli esempi di utilizzo da parte dell’IS e della criminalità stanno a testimoniare il ritardo previsionale.

Quindi, passando all’AI, quali potrebbero essere eventuali sviluppi in chiave illecita, considerando che praticamente tutto il bagaglio progettuale e molte librerie sono open source ed il costo di adattamento, software e hardware, atti allo scopo è molto basso? Anzitutto il potenziamento della pianificazione virtuale, punto di forza per esempio IS fino ad ora in tema di reclutamento, di comunicazione social in chiaro e crittografata (da e per cellule e lone wolf), e di viralità con fini propagandistici post azione. Attraverso AI tutte queste funzionalità vengono di molto rafforzate e securizzate: in ambito di counter intelligence si può citare l’individuazione selettiva tramite social degli obiettivi e dei loro punti deboli. Non si tratta di mera e maggiore forza computazionale a disposizione ma di nuovi teatri operativi e tattici in forza di tecniche di automatizzazione dell’operato di selezione dei diversi target, risparmiando persone, identità e tempo di presenza in rete, utile a non farsi individuare. Traslare il discorso riguardo pianificazione virtuale dal terrorismo alle necessità di criminalità organizzata, o di competitor disonesti, è abbastanza evidente. Altro macro impiego dell’AI per scopi illeciti è previsto riguardo l’ingegneria sociale: le chatbot, se da una parte sono ottimi strumenti di comunicazione automatica incanalata per i fini prima descritti, sotto altro punto di vista possono essere molto utili a fini manipolativi, come evidenziato per esempio nell’ambito del controllo di opinione nei paesi in cui essi sono già realtà come forma di comunicazione politica e di mktg. Infine la geomatica, fornita a basso prezzo e con finalità targettizzabili, che va oltre la mappatura ed il controllo dei percorsi in tempo reale fornendo, in tempo zero, soluzioni alternative in relazione al tutte le caratteristiche del territorio in cui si svolge l’operazione interessata. Quanto descritto deve costituire ipotesi di scenario di intelligence, tanto privata che istituzionale, senza attendere la comparsa dei primi episodi, anche minimi, di rilevanza diretta: infatti nessun progetto IARPA attualmente è esente dall’essere contestualizzato attraverso diverse coniugazioni dell’intelligenza artificiale.

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