applicazioni tattiche dell'intelligenza artificiale

Innovation Intelligence: Sviluppi dell’Utilizzo Avanzato dell’Intelligenza Artificiale a Scopo Predittivo nel Settore Militare

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, AI, con finalità predittiva in ambito di ordine pubblico è realtà operativa da molti anni: lasciando perdere la Cina, che è un mondo a sé e come tale verrà affrontato, soprattutto negli USA molteplici sono i dipartimenti che l’utilizzano. La ricerca massiva ora si sta spostando nel settore militare.

Con riguardo l’ordine pubblico due sono i fattori caratterizzanti dove è ormai realtà quanto descritto in Minority Report: il territorio in cui si prevede potrà verificarsi un crimine e il comportamento pregresso del criminale come fattore prodromico di future azioni, siano esse di natura delittuosa od anche comportamentale post-delitto (libertà su cauzione, modalità e tempi di reiterazione eccetera). Ad onor di cronaca uno dei primi tool utili allo scopo fu elaborato dagli italiani di Semeion, eccellenza nostrana nell’ambito delle reti neuronali, nel 2004 (!) con finalità territoriali per Scotland Yard.

Tornando al militare, se si vanno a vedere i progetti DARPA nessuno è esente dall’avere l’AI come componente. Quello che emerge invece da un paper di marzo dell’University of Virginia School of Law, ad opera di Ashley Deeks, è che la finalità della ricerca sta ampliandosi dalle applicazioni sulle armi, quindi operazionale ovvero sensoriale (IOT), alle applicazioni sui comportamenti del nemico, quindi tattico: da qua il link con i tool a disposizione dei dipartimenti di polizia.

Il programma DARPA di punta è COMPASS (Collection and Monitoring tramite Planning for Active Situational Scenarios). Esso è finalizzato alla predittività in contesti di guerra ibrida ed asimmetrica, determinando le intenzioni del nemico inerenti al dove/come/quando con l’obiettivo di fornire ai decisori le risposte adeguate. Non si tratta di analisi formulate esclusivamente per scenari di combattimento armato e la tattica può essere modulata anche per gruppi eterogenei di riferimento, seguendo e sviluppando i principi di apprendimento che hanno portato all’utilizzo dei predittivi a scopo pre/post-crime.

La professoressa Deeks nel suo paper mette in atto un’attenta analisi multidisciplinare che, partendo dall’evoluzione tecnologica, va a toccare anche i temi della trasparenza operativa delle scelte la quale, a differenza dell’ordine pubblico, nel militare potrebbe rivelarsi alquanto opaca.

Nell’intelligence IARPA sta facendo altrettanto, e di questo ce ne occuperemo a parte prossimamente, mentre sarà interessante seguire la traslazione alla corporate intelligence: essa, già in essere in contesti quali SOCMINT e financial, promette grandi sviluppi negli ambiti operativi mono/pluri-funzionali. 

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