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Financial Intelligence: la Gestione Economica del Territorio da Parte dell’IS e l’Origine Tributaria delle Fonti di Finanziamento

Le fonti di finanziamento dell’IS sono state affrontate l’hanno scorso in un post: il succo del discorso era che alla perdita territoriale, dovuta alla guerra sul campo, era corrisposta una corrispondente falcidia delle entrate erariali, primo flusso in ingresso di denaro per lo Stato Islamico.

L’analisi viene confermata ora da un notevole reportage del NYT, a firma Rukmini Callimachi e sostenuto da altri centri studi di livello. Metodologicamente l’autore e gli studiosi hanno proceduto analizzando il materiale che IS si è dimenticato o non ha fatto tempo a distruggere via via che si ritirava dai territori occupati, focalizzando l’attenzione su Mosul anche attraverso interviste dirette al personale amministrativo.

Il quadro che ne risulta è di uno stato altamente burocratizzato, che ha usato la burocrazia sia per tassare alla popolazione tutto il tassabile sia per la confisca dei beni a coloro considerati oggetto di Jihad: per fare ciò IS si è servito dell’establishment amministrativo preesistente, che è stato indottrinato con estrema rapidità circa le nuove linee guida da seguire. L’efficenza e l’efficacia dell’indottrinamento è dipeso dall’estrema brutalità minacciata e/o utilizzata verso coloro che da una parte dovevano organizzare e far rispettare le regole e, dall’altra, verso i destinatari che non rispettavano le regole stesse. La capillarità dei tributi, sempre di entità tale da poter essere pagati, il fornire una via di sostentamento (tassata) nonostante le confische agli infedeli ed una profonda conoscenza territoriale locale delle persone coinvolte, hanno fatto sì che le tasse siano diventate la macchina per i soldi dello Stato Islamico. La Zakat, uno dei cinque pilastri dell’Islam, e cioè il contributo proporzionale al ‘proprio’ (non elemosina) che il musulmano deve versare per il sostentamento delle varie componenti della comunità, in seno alle amministrazioni IS ha riacquistato la connotazione obbligatoria (e calcolata a priori) ed è diventata uno dei principali flussi positivi.

Il rapporto indicato tra proventi delle tasse e del petrolio è 6:1 e, come precedentemente affermato, i bombardamenti e le operazioni speciali non hanno fermato il flusso di entrate che si è arrestato solo attraverso la venuta meno territoriale, ad opera della guerra sul campo.

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