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Financial Intelligence e Cryptoeconomy: Tracciamento delle Cryptocurrency, Contenuti Illeciti della Blockchain, Volumi Gonfiati e Banca d’Italia

Di seguito quattro headline in tema di financial intelligence e cryptoeconomy: per approfondimenti i relativi link, tutti molto recenti.

Il primo, un articolo di The Intercept che commenta e tenta di spiegare documenti pubblicati da Wikileaks circa la le operazioni di tracciatura da parte di NSA delle transazioni di bitcoin. In breve, l’agenzia intercetterebbe massivamente le informazioni relative alle transazioni agendo a monte in due maniere: sul traffico grezzo di backbone, attraverso software di intercettazione a livello di router, e attraverso fake-vpn rivolte ad utilizzatori di paesi, come Iran e Cina, dove non è possibile agire nel primo senso. I dati sarebbero comunque immagazzinati, per un successivo utilizzo al bisogno (in linea perfetta con la logica NSA) sia in funzione antiterrorismo che di supporto ad attività di investigazione di altre agenzie. Il commento è che i documenti risalgono al 2013, quindi preistoria dal punto di vista tecnologico: chi si deve destreggiare con l’anonimato delle transazioni è bene tenga la questione in giusta considerazione.

La seconda headline si riferisce ad un paper pubblicato questo mese, da parte di ricercatori tedeschi, circa la presenza di contenuti illeciti nella blockchain del bitcoin. In questo caso ci si riferisce al fatto che, in ogni transazione, è possibile inoculare una certa quantità di dati digitali oltre al contenuto stesso della transazione: se l’inoculazione consiste in materiale illecito esso è presente e rimane per sempre nel ledger. I risultati mostrano come nell’1,4% delle transazioni siano presenti anche dati non finanziari tra cui quelli di contenuto illecito: pedopornografia, file vettori di malware o con violazioni del copyright eccetera. La questione può essere rilevante per chi utilizza le blockchain finanziarie professionalmente con scopi extra-finance, attraverso applicazioni proprietarie (ci si riferisce in special modo a tipologie Etherum): si può risultare possessori di materiale illecito inconsapevolmente.

I volumi gonfiati dagli exchanger sono l’oggetto di un’approfondita e circostanziata analisi di Sylvain Ribes pubblicata su Medium la scorsa settimana. L’autore è partito con l’intenzione di analizzare come l’immissione di un ordine di vendita rilevante avrebbe potuto influenzare il mercato di determinati exchanger, in presenza di bassi volumi intermediati e su diverse coppie di cryptocurrency; l’analisi invece è finita per evidenziare come lo spread di prezzo applicato, in presenza di bassi volumi per quantità decrescenti di ordine, sia incompatibile con gli ordini contrari dichiarati aperti. Quindi ordini falsi immessi dagli exchanger a vagonate, quindi truffa in essere: protagonisti i maggiori exchange orientali al vertice dei rank di mercato.

Infine Banca d’Italia che, il 19 marzo con una zampata predittiva e propositiva in ottica di analisi fintech, attraverso un avviso di vigilanza ha fatto proprie le considerazioni congiunte di ESBA, ABE e IOPA (altri campioni a livello europeo in contesto prospettico) circa i rischi connessi alle valute virtuali (…da non credere).

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