paura e mercato della security

Competitive Intelligence: la Crescita di Due Specifici Mercati della Paura negli USA

La paura è un fattore scatenate non indifferente di domanda nei mercati: la sicurezza è alla base della piramide dei bisogni di Maslow e la sua mancanza alimenta il security business in tutte le sue diverse articolazioni. Due particolari aspetti destano interesse: entrambi sono security e bisognistrettamente legati alla sfera della security fisica (la tecnologia in questo caso è fattore collaterale di sviluppo nelle soluzioni, non bisogno a se stante) ed entrambi stato avendo particolare impulso negli USA.

Il primo è il doomsday building market, e cioè il mercato delle costruzioni a prova di giorno del giudizio. Non si tratta di un mercato nuovo: esso nacque, e si sviluppo, durante la guerra fredda nella forma dei rifugi antiatomici con committenza sia privata che pubblica. Il nuovo impulso che il settore sta avendo negli ultimi bisogno di security e mercati della pauraanni è dovuto all’ampliarsi dello spettro di fattori che sono ritenuti tali da poter scatenare il doomsday. Sotto questo punto di vista è indicativo che dal 1947, anno in cui fu pubblicato per la prima volta dal Bulletin of the Atomic Scientists, il doomsday clock abbia progressivamente incorporato sempre più potenziali cause di distruzione di massa, oltre a quella atomica iniziale. Oggi, quando per inciso l’orologio segna due minuti alla mezzanotte e cioè il minor gap dal 1953, rientrano nel calcolo fattori climatici e biologici mentre sono ritenuti pericoli emergenti il cyber e l’intelligenza artificiale. Altre considerazioni di natura statistica, sociale e, non ultima, politica hanno di conseguenza riattivato il mercato, che vede negli strati ad alto reddito della popolazione americana il principale target. Da lato del settore specializzato esso ha diversificato l’offerta, la quale non è solo incentrata nella costruzione ma anche sul possibile utilizzo per tempi brevi, sul confort e sulle effettive diverse potenziali minacce.

Il secondo aspetto connesso alla paura è lo svilupparsi dell’offerta di servizi per mitigare i rischio danni in seguito agli episodi di shooting che continuano ad imperversare ed a moltiplicarsi negli USA. L’offerta, indirizzata in generale alle comunità, pubbliche e private, che svolgono la loro attività in luoghi chiusi: comprende l’addestramento delle componenti umane, la progettazione interna delle nuove location o la modifica delle esistenti (per esempio con secure room) e l’inserimento all’interno di componenti di mitigazione (dai semplici sistemi di messaggistica integrata, ai sensori di allarme in seguito a spari, alle docce urticanti finendo alle componenti di arredamento antiproiettile). L’anti-shooting pur essendo una componente del mercato dell’antiterrorismo è però un settore a se stante, in rapido incremento sia nella domanda che nell’offerta: emblematico il fatto che l’ultimo numero di ‘American Security Today’, rivista statunitense leader, sia quasi esclusivamente dedicato a soluzioni in tal senso.

A livello di intelligence sorge il sensato dubbio che non sia esclusivamente la potente NRA che si oppoga, a livello di lobby, alla modifica del II° emendamento, come invece diversamente è abitualmente mediaticamente propinato.

Leave a Reply

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.