tracfin 2017

Tracfin 2017: Finanziamento al Terrorismo, Antiriciclaggio e Fintech

Come ogni anno è stato pubblicato in dicembre da Tracfin, l’unità per la lotta al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo del ministrero dell’economia francese, il report annuale al cui interno è presente una sezione dedicata al fintech.

In generale le avvisaglie sono quelle che si riscontrano in pubblicazioni del medesimo tenore: l’interposizione nei circuiti bancari di attori che gestiscono i pagamenti e provviste digitali di denaro in maniera autonoma, principalmente ma non esclusivamente votati all’e-commerce, rendendo difficoltosa la normale tracciabilità; la facilità nella falsificazione dell’identità personale e nell’utilizzo delle VPN, che rendono vane le misure AML/CFT; il diverso gradiente di adozione delle medesime misure da parte dei diversi paesi; la necessità di coinvolgere i ‘big ones’ del web nell’azione di contrasto, in considerazione dell’enorme quantità di dati che essi immagazzinano e che possono essere utilizzati a tale fine. Tuttavia due punti si ritengono di rilievo.

Il primo riguarda la Cina, e cioè il paese qualitativamente e quantitativamente più evoluto in termini di transazioni monetarie digitali che sta esportando i servizi di pagamento interni su marketplace esteri. Il circuito che si forma tra cliente cinese e fornitore, per esempio europeo, è tale per cui il cliente ha il conto digitale presso un social cinese ed acquista un bene/servizio presso il fornitore che ha un conto presso una banca europea. Essendo l’accordo di clearing house diretto, tra il social e una banca con attività in Europa (non per forza quella del fornitore), la tracciabilità delle transazione diventa un’opinione in quanto è praticamente impossibile, per l’autorità di controllo del paese della banca del fornitore, risalire al cliente finale: arrivando i plafond cinesi di spesa anche a 40k usd la questione non è irrilevante, rapportata ai numeri cinesi.

Il secondo punto riguarda le cryptocurrency e, sottolineando una volta in più che i ‘furboni’ del settore si individuano nel momento del cambio con moneta fiat, Tracfin evidenzia la possibilità di esulare da tale incombenza attraverso l’utilizzo di BTC2P (P sta per Plastic). L’acronimo indica le carte di credito, ricaricabili o meno, in bitcoin o altcoin emesse da società in giurisdizioni di comodo su circuiti internazionali: esse possono essere anonime, utilizzate per e-commerce o per prelievi da ATM e quindi, anche in questo caso, la tracciabilità rientra nelle opinioni. Sebbene in genere i costi siano alti, e gli importi passibili di transazione limitati per unità di tempo, nel quotidiano BTC2P funzionano bene e, come si è già visto, il quotidiano è la necessità primaria per la sopravvivenza delle cellule terroristiche in ambiente ostile.    

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