Operatività di Copertura di Intelligence in Chiave Israeliana: Libro e Serie Televisiva

Operatività di Copertura di Intelligence in Chiave Israeliana: Libro e Serie Televisiva

Due buoni esempi di operatività di copertura di intelligence con l’ottica di Israele si possono riscontrare nel libro di Shalva Hessel, ‘Married to the Mossad’, e nella serie televisiva ‘Fauda’, prodotta da Yes.TV.

Il libro, pubblicato nel 2017 ma scritto più di dieci anni prima e tenuto fermo per ragioni di sicurezza nazionale, è l’autobiografia della signora Hessel: tecnico informatico, si sposa Operatività di Copertura di Intelligence in Chiave Israeliana: Libro e Serie Televisivagiovane (e per amore) con un diplomatico israeliano appartenente al Mossad e, da quel momento, ne condivide l’operatività. Gli spunti del libro sono diversi: tra quesi uno è l’articolazione della copertura, e cioè l’autrice diventa elemento fondamentale alle ‘fiabe’ necessarie all’operatività del marito, dando significato tattico al ruolo di moglie; in questo ottica si estrapola come nelle costruzioni delle fiabe a supporto delle coperture la ‘normalità consapevole’ (sopratutto con riguardo i rapporti stretti, indipendentemente dai ruoli, quindi moglie, marito, compagna, compagno, eccetera)  sia elemento HUMINT (HUMan INTelligence) fondamentale e (forse) necessario per strategie di medio-lungo termine. Altro spunto è il ruolo della donna nelle opertives e le caratteristiche caratteriali e sociali che la avvantaggiano rispetto ai colleghi uomini. Da leggere.

Undercover operation e woman operative sono anche temi primari in ‘Fauda’, la serie televisiva prodotta dall’israeliana Yes.TV e trasmessa da Netflix (regia di Assaf Bernstein, già regista del film ‘Ha-Hov’ del 2007 di cui remake ‘The Debt’ del 2010 di John Madden, ambedue spy-story). Realizzata nel 2015 tra mille dubbi la tv series ha riscosso, Operatività di Copertura di Intelligence in Chiave Israeliana: Libro e Serie Televisivaprogressivamente, molto successo in tutti i paesi in cui è stata trasmessa, compresi i territori occupati da Israele, ed è in cantiere la seconda stagione (per genesi, sviluppo, autori e quant’altro l’articolo dei soliti maestri del New Yorker qui). ‘Fauda’, ‘confusione’ in arabo ma anche ‘abort mission keyword’ per alcune unità tattiche di intelligence israeliane, narra le vicissitudini operative e personali di un operative unit del Mista’arvim e dei suoi membri. Mista’arvim è un’unità delle forze di difesa israeliana finalizzata esclusivamente alle cover operation, di intelligence e con finalità tattiche, nei contesti arabi interni, di frontiera, nei West Bank e Gaza. Anche in questo caso il focus, per cui la ragione del successo della serie, è posto sulle relazioni interpersonali tra membri dell’unità e tra questi ed i target operativi, di contesto ed individuali: mentre sono lasciate come costante sottofondo le tensioni che lo scenario generale del quotidiano provoca, vengono poste in risalto le sfaccettature relazionali che si creano tra (e all’interno delle) le diverse componenti arabe ed israeliane. Così come in Married to the Mossad, il ruolo delle donne in Fauda è primario ed utilissimo nel comprendere l’apporto specifico che esse possono dare in termini operativi allo HUMINT, tanto più in ambito under cover. Da vedere.

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