blockchain produttiva e monetaria

Blockchain Monetaria e Blockchain Produttiva

Si sente affermare che la blockchain è una tecnologia innovativa con caratteristiche di disruption che va oltre le cryptocurrency: vediamo di capire perché succede ciò.

Per semplificare il discorso si immagini una distinzione fittizia tra utilizzi monetari, destinati alle cryptocurrency, e utilizzi non monetari della blockchain, destinati ad applicazioni di natura produttiva, beni, servizi eccetera: è una finzione di scuola perché la tecnologia è sempre la medesima. Si lasci perdere la questione monetaria: è la più nota, ha dato luogo al bitcoin ed alle altcoin e di dissertazioni sul suo funzionamento ci sono vagonate di pagine web.

Una blockchain è una tecnologia (un protocollo informatico in questo caso) che permette transazioni di informazioni tra i nodi di una rete. Le transazioni sono:

  • crittate, tra i nodi della rete;
  • validate (nell’immutabilità contenuto, nel momento temporale e nei protagonisti della transazione) dagli stessi nodi della rete;
  • non modificabili una volta validate;
  • tracciabili nel loro percorso da un nodo all’altro;
  • trasparenti nel loro contenuto;
  • immagazzinate a blocchi in un ledger, registro, distribuito tra i nodi della rete e sempre consultabile.

blockchain tipologie di retiLa differenza tra le transazioni che vengono effettuate tra una rete centralizzata (esempio cliente ‘a’ e cliente ‘b’ di PayPal) e quelle che vengono effettuate tra una rete basata sulla blockchain è la fiducia: nella rete centralizzata i nodi hanno fiducia in un’entità centrale come depositario delle caratteristiche delle transazioni (PayPal), nelle reti decentrate e/o distribuite, basate sulla blockchain, la fiducia viene riposta sulla tecnologia che permette di eliminare l’entità centrale (l’intermediario, PayPal).

Quattro precisazioni per inquadrare meglio:

  • la prima, l’informazione scambiata tra i nodi con tecnologia blockchain non deve essere per forza un valore monetario (e cioè dar luogo ad una cryptocurrency e quindi ad una blockchain monetaria), l’informazione scambiata può essere di qualsiasi natura in forma digitale;
  • (quindi) la seconda, l’informazione può essere anche uno smart contract, e cioè un negozio tra parti che attua i suoi effetti, in toto o in parte, in via automatica (attraverso un protocollo informatico) al verificarsi di condizioni prestabilite;
  • la terza, non tutto è bianco (centralizzato, il potere di controllo in mano ad un solo nodo) o nero (decentralizzato, tutti i nodi della rete hanno il medesimo potere). Si possono avere, utilizzando il protocollo blockchain, anche delle posizioni intermedie in cui il potere di controllo (e cioè di verifica delle transazioni) è delegato solo a qualche nodo, così come la facoltà di consultare il ledger può essere limitata;
  • la quarta la tecnologia è opensource: qualsiasi può gratuitamente appropriarsene ed adattarla alle proprie esigenze.

blockchain tipologiaLo scopo della tecnologia è sostituire la fiducia di ‘molti in uno’ con la fiducia di ‘molti in molti’, quindi da una parte essa è un mezzo per attuare il salto degli intermediari che nello scambio delle informazioni hanno lo scopo di essere garanti dell’informazione scambiata: esempio ancora PayPal piuttosto che il protocollo PEC o la firma digitale; sotto altra ottica essa consente [con costi tendenti a zero] lo scambio di informazioni in maniera sicura, trasparente e non modificabile a posteriori. Il combinato disposto di questi due fattori fattori, che si rafforzano reciprocamente in via evolutiva-applicativa, fa ritenere la tecnologia della blockchain un fattore di disruption soprattutto dal lato produttivo.

Big One’s come Microsoft e IBM offrono servizi basati su blockchain e rivolti alla produzione: andremo a vedere progressivamente applicazioni innovative.

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