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Origine della Politica di SOCMINT in Ottica Russa

Per capire l’importanza attribuita alla SOCMINT (SOcial Media INTelligence) dall’establishment russo bisogna fare un passo indietro al 2013. Nel febbraio di quell’anno fu pubblicata, sulla rivista russa Military-Industrial Kurier, unintervista al generale dell’esercito Valery Gerasimov il quale descrisse la sua visione di guerra moderna; i concetti illustrati, come da qualcuno giustamente osservato, non erano nuovi: guerra ibrida, guerra asimmetrica, guerra non lineare sono nozioni ben note anche, e soprattutto, in ambito russo e tuttavia quanto espresso da Gerasimov ebbe notevole rilievo, tanto che venne coniata l’espressione ‘dottrina Gerasimov’.

Oltre che l’autorevolezza, in ambito strategico e politico, del pulpito da cui proveniva la predica, l’interesse delle diverse comunità si concentrò sulla ripartizione quantitativa e qualitativa delle azioni non militari (ibride, non lineari) dettato dalla dottrina. Quantitativamente Gerasimov indica un fattore di 4:1 mentre, qualitativamente e di conseguenza, le azioni non lineari devono andare a permeare l’intero percorso di escalation/de-escalation conflittuale, dovendo assumere sempre e comunque una funzione proattiva anticipatoria, ‘previsionale’ la definirà Gerasimov successivamente, rispetto sia alle operazioni militari che alla progressione delle operazioni non lineari.

socmint strategiaIn questo contesto, osservando la sintesi infografica del Gerasimov-pensiero, si nota che nel passaggio dalle tradizionali alle nuove metodologie di gestione dei conflitti vengono evidenziate tre operatività basiche: portare il conflitto simultaneamente anche nell’ambito dello spazio dell’informazione, l’utilizzo delle operazioni indirette e la raccomandazione di un C2 (command and control) informativo, di intelligence, unificato con riguardo tutte le risorse a disposizione. Appare evidente che in quadro generale di approccio al conflitto così definito SOCMINT debba ritenersi un’arma irrinunciabile.

socmint strategiaL’evidenza di ciò risalta se si vanno a guardare, per ogni fase del conflitto, le misure non militari di supporto: tutte devono/possono essere oggetto in maniera diversificata di ricerca, influenza/manipolazione e difesa della reputazione degli attori in gioco.

Esempi pratico tattici di natura militare possono essere riscontrati in ambito israeliano e inglese: nel primo caso dal 2011 (quindi un po’ prima che Gerasimov pontificasse pubblicamente) l’ufficio dello Spokesman dell’Israeli Defence Service ha inizializzato una sezione dedicata all’attività sui social network e conseguentemente tutte le unità Sayeret Golani e Matkal ora hanno, se necessario all’attività specifica, un operativo con funzioni SOCMINT; nel secondo caso nel 2015 l’esercito inglese ha inaugurato la 77° Brigade con i medesimi scopi. La natura degli esempi non è solo difensiva o di influenza e contro-influenza dell’opinione pubblica, rispetto alla reputazione degli attori in questione, ma essi hanno anche funzione offensiva tattica finalizzata alla riuscita delle operazioni sul campo.

Dal punto di vista strategico, ritornando alla Russia, Putin ha da sempre considerato una delle priorità principali di politica estera la creazione di un ecosistema mediatico alternativo al monopolio informativo anglosassone. Esempi applicativi e metodologici della riuscita dell’intento non mancano partendo, nel breve termine, dall’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17, durante la crisi ucraina, e finendo con gli spazi pubblicitari venduti da Facebook durante le elezioni americane.

In un tale contesto SOCMINT è indicato nella reportistica informativa e nelle sue diverse accezioni come parte integrante della strategia: l’interesse è ora capire come una componente di una dottrina di carattere militare può essere utilmente adattata all’ambito civile e privato per massimizzare la competitività del singolo attore in aree conflittuali sociali e/o economiche.

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