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Professioni Legali e CryptoEconomy

La cryptoeconmy si è confrontata, a Treviso il primo dicembre, con le professioni dell’avvocatura e del notariato durante il secondo simposio di informatica giuridica e tutela dei diritti in internet. Organizzato da Università di Padova e AIGA, l’associazione dei giovani cryptoeconomy e professioni legaliavvocati, il convegno, ben strutturato e condotto dal professore Paolo Moro e dall’avvocato Giorgio Piccolotto, ha avuto l’encomiabile merito di porre in risalto luci ed ombre che l’approccio accademico e professionale in ambito leguleio riserva alla cryptoeconomy.

Le luci, nel computo finale più intense delle ombre, hanno riguardato la consapevolezza che l’interdisciplinarietà impostata sul dialogo nell’affrontare la materia è fattore imprescindibile, soprattutto dal lato accademico: dal lato professionale alcune relazioni hanno messo in evidenza che tale principio è già modus operandi, sicuramente premiante in fatto di competenza lavorativa.

Le ombre sono apparse da una parte attraverso il perdurante vizio, comune alla maggioranza degli economisti di qualsiasi latitudine, di non voler capire che il fenomeno ha carattere di disruption, quindi non si può ricondurlo all’esistente con il quale nulla ha che fare come genesi e sviluppo; dall’altra un sano corporativismo della casta notarile si è evidenziato attraverso la trasmissione di informazioni che molto difficilmente reggerebbero ad un confronto dialettico basato sull’oggettività.   

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