estonia e-residency

Estonia: la Digitalizzazione come Fattore Competitivo per Attrarre Investimenti Esteri

Nel 2013 chi scrive venne a sapere del progetto ideato in Estonia per attrarre gli investimenti esteri e rimase affascinato della capacità predittiva in esso contenuto; dopo aver parlato in Skype con il project manager del tempo, Kaspar Korjus (nonostante il corposo curriculum comunque un ragazzo di poco più di 20 anni), la fascinazione verso il progetto aumentò quando Kaspar mi raccontò per le vie brevi ciò che gli estoni si proponevano in quanto ad obiettivi generali e tecnologici: fui perciò uno dei primi ad ottenere l’e-residency.

Essere coscienti dei benefici della tecnologia e plasmare una società su di essi, senza lasciare nessuno indietro, è un fattore di lungimiranza politica e sociale ed è ciò che è stato fatto in Estonia, come vedremo in altro momento. Modellare invece una politica economica di attrazione dell’estero esclusivamente su fattori tecno-innovativi è una sfida perché gli interlocutori non sono i tuoi connazionali ma il resto del mondo, che non ti vota, non è da te governato e possiede abitudini ed attitudini diverse ed articolate

L’Estonia è paese è la più settentrionale delle repubbliche baltiche, membro UE, appartiene alla zone Euro, SEPA ed alla NATO. La popolazione è di circa 1,3 milioni con una concentrazione urbana del 70%; ha un PIL pro capite di quasi 20.000 euro che la pone al 41° posto nel rank mondiale e, considerando l’indice di qualità della vita elaborato da OCSE, con un punteggio di 5,1 è in cima al terzo inferiore dei paesi oggetto di valutazione. La tassazione del reddito per società e individui è un flat con percentuale del 20%: se reinvestiti gli utili non sono tassati; il costo del lavoro presenta oneri sociali del 33%.L’Estonia è uno dei paesi maggiormente digitalizzati al mondo in quanto la penetrazione del mobile è più del 150%, la penetrazione internet è all’80% mentre l’alfabetizzazione digitale della popolazione raggiunge il 99,8%: i neonati quando vengono iscritti (digitalmente) all’anagrafe ricevono anche username e password per accedere al wifi pubblico che, logicamente, è posizionato tra i primi dieci al mondo come copertura e velocità. Con la velocità media di banda larga tra le migliori in Europa, il paese risulta al 4° posto nel mondo per la capacità di attuazione delle politiche di digitalizzazione pubblica: per gli estoni la digital society è realtà. A contorno, è estone il gruppo originario di progettisti che, con capitali danesi e svedesi, diedero vita a Skype; a Tartu, 200 chilometri ad est dalla capitale Tallinn, ha sede il Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence (CCDCE) della NATO, praticamente lo stato maggiore operativo NATO con riguardo la cyberwar; Tallinn è sede di branch di ricerca delle maggiori cyberco multinazionali a partire da Google e Microsoft.

È naturale che in un contesto strutturale come quello descritto un politica di attrazione dell’investimento estero non potesse far leva che su due direttrici: la digitalizzazione e l’innovazione. Il 24 aprile del 2014 il governo estone ha concluso l’iter di approvazione di e-residency, con origine un kick-off del settembre dello stesso anno, che sviluppa operativamente l’idea di concedere la residenza digitale estone a chiunque (non estone) ne faccia richiesta. Il target dichiarato è puntare a 10 milioni di e-residency per il 2025.
L’e-residency non è la residenza estone, e quindi non è un titolo rappresentativo l’identità personale, ma la possibilità di utilizzare l’infrastruttura digitale dell’Estonia per inizializzare e gestire un azienda, anche individuale, esclusivamente attraverso la rete, parimenti alle possibilità in capo ai cittadini estoni.

Il processo di acquisizione dell’e-residency si compie interamente on line con esclusione, per ora, del solo ritiro della card rappresentativa, che richiede una visita presso l’ambasciata/consolato estone nel proprio paese: per il 2018 è convinzione del management del progetto di ovviare anche a questa incombenza, attraverso una specifica politica di governance basata su blockchain. Allo stesso modo tutti gli adempimenti di apertura di una società di capitale di diritto estone sono compiuti attraverso la rete, compreso il conto bancario, la sede e la tenuta della contabilità e degli adempimenti civilistici e fiscali. I processi sono estremamente fluidi, semplici e danno luogo a costi minimi, per la sola e-residency tendenti a zero. L’idea, in progressiva e continua evoluzione sia operativamente che nei propositi, è da una parte agevolare il processo di investimento straniero a stabilirsi nel paese e, dall’altra, richiamare in special modo, ed ulteriormente, i settori con alta componente di informatizzazione: è logico che che una flat tax del 20% sia un’ulteriore attrattiva di non scarsa considerazione.
Il progetto, finanziato con fondi europei, privati e governativi, è stato ideato da Taavi Kokta, ex CIO del governo estone (votato come miglior CIO 2015 in Europa), Ruth Annus e Siim Sikkut, due consulenti governativi: la somma delle età dei tre è inferiore a 100 anni.

Il cruscotto del progetto è in real time on line ed i macro risultati dei primi tre anni e mezzo si possono valuare ottimi: circa 23.000 sono le e-residency convalidate, mentre sono state più di 2.300 le nuove aziende aperte. L’iniziativa non può che considerarsi positiva, sia dal lato di attrazione degli investimenti sia dal connesso aspetto della predittività tecnologica e competitiva. Industry 4.0, IOT e IOE, robotizzazione del lavoro, decentralizzazione e dematerializazione dell’economia e dei suoi componenti sono tutti fattori chiave di sviluppo per i prossimi anni: la predisposizione di contesto amministrativo pronto e reattivo a recepirli non può non essere che un fattore di potenziale successo.

UE, che nei suoi programmi ha la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, ha preso il modello Estonia a riferimento.  La Corea del Sud il paese ai vertici mondiali in tema di digitalizzazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture, ma con geomorfologia e numero di abitanti simile all’Italia quindi con problematiche di approccio molto più complesse rispetto a quelle estoni, ha in programma di varare un suo piano di e-residency entro 2/3 anni, Malta, seppure in via limitata, è già partita.

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