ico come evitare le truffe

ICO (2): Prevenire le Truffe

Un paio di mesi fa abbiamo visto cos’è un ICO; prima di affrontare le connotazioni del mercato in rapida crescita sembra opportuno analizzare il fenomeno sotto l’ottica del crimine potenziale: il prodotto si presta agevolmente ad esserne protagonista.

ico come evitare le truffeIl problema principale è che attraverso un ICO l’emittente può raccogliere denaro e scappare con la cassa senza intersecare in alcun modo mercati ed operatori regolamentati: tutto il processo può svilupparsi nell’ambito della cryptoeconomy dove, con un minimo di accortezza e pianificazione, tracing e traking fisici e digitali risultano estremamente difficoltosi a posteriori.

Infatti strutturalmente un ICO è un agente autonomo decentralizzato, quindi privo dei riferimenti giuridici e degli obblighi normativi presenti nei costrutti tradizionali; i token (digitali) che danno diritto alla futura prestazione vengono emessi a fronte di smart contratct che, parimenti, rispecchiano le medesime (non normativamente consuete) caratteristiche viste per l’agente; il pagamento dei token, da parte dei sottoscrittori verso l’emittente, avviene attraverso cruptocurrency con conseguente possibilità di volatizzazione dei fondi verso l’ignoto con complessità elementare.

A conferma l’alert, oggetto del bollettino agli investitori con data 25 luglio di quest’anno, della statunitense SEC il quale per coloro che vogliono cimentarsi nell’investimento in ICO mette in luce quattro fattori:

  • il settore finanziario tradizionale non è coinvolto nelle ICO, quindi è difficile perseguire il ‘follow the money’;
  • la giurisdizione dei proponenti, se esiste, è in location dove può essere molto difficile ottenere informazioni;
  • per le ICO non esistono autorità centrali di regolamentazione a cui rivolgersi per problemi a posteriori;
  • è difficoltoso per le forze di polizia, anche qualora si risalisse agli autori della frode, trovare e congelare il denaro estorto: è in criptocurrency.

Come fare quindi? La soluzione sta nel procedere a forza di prevenzione e di SOCMINT, analizzando la struttura dell’offerta prima di sottoscriverla ed abbinandola ad un’azione di intelligence di verifica sui social con riguardo le informazioni contenute in essa. Il punto debole delle ‘scam ICO’ e che per raccogliere denaro devono per forza farsi conoscere, quindi pubblicare informazioni in rete passibili di verifica. I fondamenti della verifica sono:

  • relazione tra quantità di denaro richiesto e complessità del progetto;
  • utilizzo della blockchain effettivamente vantaggioso ai fini del progetto;
  • un ritorno dell’investimento non-irragionevole;
  • un team credibile;
  • una prototipazione dimostrabile della tecnologia adottata.

Essi si dispiegano principalmente in un’analisi che interessa i seguenti fattori:

  • il progetto è innovativo? ci sono dei competitor almeno concettuali del prodotto proposto? ci sono partner? chi sono?
  • il team indicato fa parte effettivamente del progetto? ha competenze in merito al progetto? che background?
  • il white paper spiega il progetto in maniera chiara e coerente?
  • il token:
    • è un utility token (e cioè è finalizzato alla raccolta del denaro (in via alternativa, con funzioni di crowdfunding) in cambio di beni/servizi futuri)?
    • oppure è un security token (e cioè fornisce share del progetto)?
    • come è strutturata l’offerta? indistinta o articolata per soggetti (underwriter, VC…);
    • è monetizzato in cryptocurrency affidabile o nata domani? chi sono gli exchange deputati allo scambio dei token?
    • il bene/servizio alla cui produzione è finalizzata l’ICO esiste, e dimostrabile nella sua configurazione finale?
  • esiste una struttura social connessa al progetto che lo supporta, lo spiega e che replica a stimoli finalizzati alla reazione?
  • ci sono opinion leader di settore (del prodotto finale ) che stanno appoggiando il progetto?

Un corretto approccio di intelligence preventiva potrà essere pertanto utile, nella maniera indicata, per affrontare un mercato che data la novità è pressoché ignorato, volutamente e per ignavia,  dai regolamentatori tradizionali e manca ancora di capacità di autoregolamentazione diagnostica.

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