donne bletchley park al lavoro

Le Donne di Bletchley Park

Dopo sessanta anni dalla morte, il riconoscimento del lavoro e la riabilitazione dovute al matematico inglese Alan Turing, uno dei geni del del ventesimo secolo, hanno permesso di definire il lavoro svolto a Bletchley Park tra la fine degli anni trenta e primi anni quaranta del ‘900.

Senza di esso, e senza Alan Turing, difficilmente la seconda guerra mondiale avrebbe avuto esito a favore degli alleati: film quali ‘U-571’ e ‘The Imitation Game’ e libri come ‘Alan Turing. The Enigma’, pur non essendo memorabili, hanno avuto il merito di far scoprire al grande pubblico l’importanza risolutiva del lavoro svolto.

Uno dei fattori a cui viene dato minore risalto, forse perché non spettacolare, è che a Bletchley Park lavorarono negli anni di punta circa diecimila persone, per la maggior parte donne. Essendo a divenire, proprio ad opera di Alan Turing, l’era del digitale il compito delle operatrici era quello di ‘far girare’, a mano, il ciclo dell’informazione di intelligence nell’ambito del lavoro di analisi necessario per decrittare Enigma.

La mole di informazioni che esse elaborarono manualmente negli anni, in ogni fase del ciclo, fu impressionante: la trascrizione di tutti i segnali radio intercettati, la codifica delle diverse matrici di trasposizione, l’impostazione dei rotori delle ‘bombe’ (le macchine elettromeccaniche di decrittazione), la decodifica e traduzione dei messaggi, la trasposizione dell’informazione in probabile posizionamento del naviglio, furono tutti compiti articolati e complessi interamente in carico a loro.

Ulteriori fattori moltiplicativi della quantità di informazione di cui si richiese l’elaborazione, più o meno consapevole, furono la strategia di decrittazione adottata, basata su modelli probabilistici, e l’aumento esponenziale della complessità di crittazione di Enigma da parte dei tedeschi nel corso degli anni; si può tranquillamente affermare che senza l’apporto delle operatrici mai si sarebbero potuti ottenere i risultati che portarono al capovolgimento delle sorti, a partire dalla battaglia dell’Atlantico.

Erano chiamate ‘the Wrens’, perché appartenevano al Women’s Royal Navy Service: in questo bell’articolo del 2015, tre di loro ripercorrono l’esperienza di quegli anni.

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